E' ormai di ieri la notizia che il Ministro per il Federalismo (non voglio addentrarmi nel meandro di denominazioni scelte e scartate in queste settimane ne, tanto meno, nel discorso delle "deleghe fantasma") ha dato le sue "irrevocabili dimissioni", atto appoggiato dal nostro Primo Ministro.
Se mi è concesso vorrei esprimere alcune osservazioni in merito a questa vicenda.
Premesso che, in Italia, vale il principio dell'"innocenza fino alla condanna definitiva" (o "presunta innocenza"), mi chiedo: ma era proprio il caso di nominare ministro una persona che, così come la moglie, è imputata in un processo per "appropriazione indebita e riciclaggio"? Che immagine trasmette, sia a livello nazionale che internazionale, un Governo che nomina una persona su cui grava un'ombra, un sospetto, di questo tipo?
Va detto che, se è innocente, è alquanto poco chiaro il comportamento del nostro Primo Ministro, Silvio Berlusconi, il quale a distanza di poco più di due settimane dalla nomina del Ministro al Federalismo ha "appoggiato" la decisione di Brancher di dimettersi. Ma, se è innocente (e, ricordo, fino alla condanna definitiva lo è), perché mai chi lo ha nominato, e quindi aveva piena fiducia in lui, a soli 17 giorni di distanza accetta le sue dimissioni? Che cosa è cambiato nel frattempo? Brancher merita forse ora meno fiducia rispetto a 17 giorni fa oppure Berlusconi si trova a dover "sacrificare" un amico per potersi "salvare lui"?
In fondo il caso del Ministro del Federalismo ha messo in subbuglio la coalizione di maggioranza: da una parte gli ex-FI che sostenevano a spada tratta l'ex-neo-ministro, dall'altra gli ex-AN (altrimenti noti come "finiani") e gli uomini della Lega che non vedevano di buon occhio tutta la vicenda (pare che alcuni finiani, e forse anche alcuni leghisti, fossero pronti a votare le mozioni di sfiducia che l'opposizione avrebbe presentato giovedì). Va detto che, con questo "sacrificio", Brancher è riuscito a salvare, forse solo temporaneamente, il Governo: avendo dato lui le dimissioni ne esce "pulito" se, invece, fosse passata la mozione di sfiducia si sarebbero potuti aprire scenari ben peggiori per Berlusconi e, più in generale, per tutta la coalizione di maggioranza (soprattutto se la mozione fosse stata appoggiata anche da alcuni uomini della coalizione di governo).
Ora, però, sarà interessante vedere l'evoluzione di questo Ministero, infatti: se la nomina di Brancher era stata fatta in "buona fede" e quindi tutta la faccenda non è stata un escamotage del nostro Presidente del Consiglio per mettere al riparo un suo amico dalla Giustizia allora, Berlusconi, dovrà assumere ad interim anche il Ministero per il Federalismo (se si va avanti di questo passo alla fine Berlusconi non sarà più "il Primo Ministro" ma "l'Unico Ministro") e a breve, si spera, nominerà qualcuno al posto di Brancher ma se ciò non dovesse accadere... beh, in tal caso sarebbe palese a tutti il fatto che la nomina a Ministro di un imputato altro non era che una "furbata" studiata dal nostro Presidente del Consiglio per permettere ad un suo amico di usufruire di una legge-scudo.
Infine, vorrei fare il malizioso e fare un'ultima congettura: stranamente, questo governo, scrive le leggi ricolme di sviste e refusi che vengono corretti solo dopo che l'opinione pubblica li ha scoperti grazie ai giornali ed ha espresso i propri malumori in merito, crea ministeri ad "hoc" cuciti su misura a imputati che "ripudia" nel momento in cui si rende conto che il "gioco" non è riuscito... beh, visto questo "andazzo" mi sorge il dubbio che la "tattica" adottata dal nostro Governo si quella del: "Proviamoci. Se va bene, bene, altrimenti... è stata una svista". Ebbene, cosa sarebbe potuto accadere se, per il caso Brancher, non fosse successo ciò che è successo? Ci saremmo forse ritrovati decine e decine di ministeri "fantasma" con a capo dei ministri imputati il cui unico scopo sarebbe stato quello di usufruire del Legittimo Impedimento e quindi di sottrarsi dalla Legge?
