Sul suo sito internet, il Senatore, ha pubblicato due articoli usciti su "Il Giornale" del 7 e 8 giugno, in questi articoli si parla di un incontro che si è tenuto dai "Votati della libertà" (ogni volta che un partito o gruppo politico inserisce "libertà" nel proprio nome mi vengono i brividi) ma questo non è un partito e non è nemmeno una corrente, piuttosto è... un qualcosa. Ufficialmente è un gruppo di amministratori del PdL capeggiato e fondato dal Senatore Mantovani che, da quando si è visto "silurare" il "delfino" Sante Zuffada in Consiglio Regionale (giorni fa lo stesso Senatore si era sfogato, sempre su un altro giornale, perchè Zuffada non aveva ricevuto nessun incarico di rilevo in Regione: non un assessorato, non un incarico nel Direttivo, insomma, non solo non ha ricevuto una poltra bella comoda ma nemmeno un o sgabello che potesse fargli assaporare un minimo di potere).
Così, da qualche tempo a questa parte, il Senatore Mantovani, ha iniziato a riflettere sul PdL e sulla situazione "democratica" che si vive al suo interno (evidentemente la "libertà" nel Popolo della Libertà si concentra tutta nel nome del Partito, nelle libertà del suo Leader di fare quello che più gli pare e piace e nella libertà di tutti gli altri membri del "Partito del predellino" di fare quel che vuole il Leader o di andarsene per la propria strada) così il Senatore ha iniziato a capire come funzionano le cose (forse forse, avrà pensato, Gianfranco Fini non ha tutti i torti...) ed ora ha capito che è il caso di iniziare a cercare di riunire qualcuno che possa sorreggerlo e sostenerlo nella ricerca di più potere, e forse anche di visibilità, infatti, se da una parte Fini ha il potere di esprimersi apertamente e liberamente (è stato il leader di un partito Nazionale che riscuoteva un consenso non indifferente ed ha ancora qualche sostenitore) il nostro Sindaco è a livello nazionale, politicamente parlando, è un personaggio di secondo piano e sa benissimo che se dovesse esprimere le proprie idee con forza e determinazione così come ha fatto Fini, oltre a decretare la propria fine politica (a livello nazionale, si intende), non otterrebbe nessun altro risultato: dietro di se non ha sostenitori, non ha parlamentari o politici in grado di rafforzare la propria posizione e così cerca consenso tra i sindaci, gli assessori comunali ed i consiglieri del PdL (in altre parole: cerca il potere da chi ne ha meno di lui).
Tutto ciò per dare il quadro della situazione, ora passiamo alle ragione del titolo di questo post.
In tutti questi articoli, oltre a dire che serve maggiore "democrazia nel PdL" (ma la democrazia c'è, forse fin troppa, nel Partito Democratico dove più che litigare e cercare di farsi le scarpe gli uni con gli altri non fanno), dichiara che, testuali parole:
ora, per chi non avesse ancora letto l'ultimo numero de "L'informazione Democratica" (ora, finalmente può farlo anche on-line perchè il sito internet di Arconate Democratica è diventato operativo) si legge che i consiglieri di minoranza, tra i tagli proposti, avevano messo anche i tagli a consiglieri ed assessori ma Grande Arconate (gruppo di maggioranza il cui fondatore e principale esponente è il Sindaco Mario Mantovani) ha bocciato all'unanimità; come se non bastasse, lo stesso Sindaco, ad ogni mandato ha fatto di tutto affinchè tutti coloro che si sono presentati alle elezioni comunali sotto l'insegna di Grande Arconate potessero avere una poltroncina e così si sono avuti diversi consiglieri comunali eletti che hanno rimesso il mandato per poter essere nominati assessori e, contemporaneamente, lasciare il loro posto di consiglieri comunali a coloro che erano stati "silurati" dagli elettori. Tanto per essere più chiari: se, per esempio, un consigliere eletto ricopre anche l'incarico di assessore sarà pagata una persona sola ma, se il consigliere eletto, da le dimissioni per "fare spazio" a chi non era stato eletto e poi rientra come Assessore allora le persone pagate saranno 2.Mario Mantovani ha scritto:Non sono i tagli che ci spaventano, purchè siano equi ed uguali per tutti. [.....] è facile tagliare i consiglieri comunali ed è anche giusto, ma non si risparmia quasi nulla [.....]
Quindi: a parole il Senatore Mantovani proclama tagli ma nei fatti il Sindaco Mantovani rifiuta le proposte di tagli e, anzi, moltiplica le spese moltiplicando le poltrone e gli sgabelli (basti ripensare al Direttore Generale, per esempio).
Infine un'ultima osservazione. Sempre in uno di questi articoli il Senatore scrive che:
tralasciando il "velato" tentativo di mantenere i buoni rapporti con il Presidente del Consiglio, mi vien da chiedermi se quando un centinaio di famiglie di via Cuggiono hanno presentato le proprie firme per chiedere che il nome della via non venisse cambiato le "antenne" del Sindaco fossero spente o rivolte altrove perchè sembra proprio, almeno ai miei occhi, che in tal caso i desideri della gente siano stati ignorati completamente.Mario Mantovani ha scritto:Noi sindaci e amministratori siamo le antenne sul territorio. Gente di trincea perchè eletti direttamente dal popolo. Votati e non nominati, captiamo i desideri e siamo pronti a dare un contributo al governo e al premier Silvio Berlusconi.
